venerdì 11 marzo 2011

Solo, per colpa mia...

Mia madre dice sempre una cosa "Se la tristezza ti coglie, non farti trovare a casa!"
E' una di quelle poche cose che vale la pena seguire ed ascoltare... ed è strano sentirla dire da mia madre. Ma, che sia completamente farina del suo sacco o no, è una delle frasi che, nella vita, ho sempre seguito...

Oddio, non sono uno che segue qualsiasi frase filosofica o aforisma che ascolta. Seguo quelle che rispecchiano la mia vita...
Questa frase, però, mi ha salvato spesso e volentieri. Ogni persona ha i suoi momenti no. Quei giorni tristi, in cui si viene assaliti dallo sconforto. Quei giorni in cui ci si sente tremendamente soli.
In quei tiorni ci si ritrova spesso sul proprio letto, a pensare e ripensare ai propri errori, alla vita e alle delusioni. Sbagliato!
Quando si passa questi periodi, casa dovrebbe essere l'ultimo luogo in cui farsi trovare. Uscire per svagarsi, per chiacchierare con gli amici, per non pensare...

Ma non sempre è facile... No, non pensare, ma uscire. Ci sono quei momenti in cui sembri stare bene e te ne convinci, poi ti ritrovi il venerdì sera da solo a casa e allora inizi a pensare veramente a quante delusioni...
Non siamo soli... abbiamo amici che ci confortano... amici che saranno presenti il più possibile, ma non sempre. Anche gli amici hanno le loro vite, e non si può chiedere sempre loro di essere presenti...

Forse tutto questo è anche colpa mia... Ogni volta mi sento dire "Ma perché non mi hai chiamato?" eccetera... ma io ho questa sensazione sempre di essere di troppo. Di dare fastidio, di interrompere qualcosa... Ogni volta che voglio andare a trovare qualcuno, sento sempre se gli fa piacere, se disturbo e se posso... sempre se riesco a trovare il coraggio di chiamarlo.
E così, per paura di disturbare, mi ritrovo a stare da solo a casa, a compatirmi per non aver chiamato nessuno...

martedì 8 marzo 2011

Libero da costrizioni (Ovvero, la vera utilità di un Blog)

Mi stavo chiedendo tempo fa, perché ho fatto il blog con "Foto della Settimana", "Video della settimana", "Film della Settimana", eccetera...?
Per darmi un ordine e per costringermi a postare almeno una cosa al giorno...
Ma questo ordine mi dava soddisfazioni? Sinceramente... No!!
Perché se per caso sento una canzone il lunedì, perché devo aspettare mercoledì per postare le mie impressioni su questa canzone? Se vedo un film domenica, perché devo aspettare il sabato successivo per scrivere la recensione?
Libertà! La libertà di scrivere quello che voglio... Non avevo iniziato così sul primo post? Per carità, il blog è super attivo, con 44 post nel mese di febbraio (che è, per giunta, il più corto)... Ma spesso mi trovavo a scrivere perché dovevo scrivere...
Allora il cambio: scrivere quando voglio e quello che voglio... Col rischio di non scrivere niente per giorni, magari, ma con la consapevolezza che quello che scrivo ha un valore, ha un corpo, ha un significato...
Tolto l'ordine, cambiate le etichette, ecco che mi sono liberato dalle costrizioni settimanali, giornaliere... E a scrivere quello che voglio al momento...

Cosa serve per essere felici...


Cosa serve per essere felice? Cosa serve per essere completamente felice?

Una volta pensavo ci volesse la libertà!
La libertà di fare ciò che si vuole, senza avere costrizioni. Quando sei libero, sei il padrone del mondo. Puoi fare quello che vuoi e dire quello che vuoi e pensare quello che vuoi e provare quello che vuoi. Non hai costrizioni, non hai obblighi, non hai limiti. La felicità poteva essere data dalla liberta... ma ero solo. La libertà ti libera dalle costrizioni, ma ti porta alla solitudine. Un amico, un parente o un amore ti porterebbe solo costrizioni.
Quindi, per essere completamente felici, serviva essere completamente liberi? No!

Allora ho pensato che bisognava essere assolutamente altruisti!
Si, dare tutto di se per rendere felici gli altri. Vedere il sorriso nel volto altrui e sapere di essere la causa di quel sorriso. E cibarsi di questi sorrisi a sorsi, come se fosse acqua. Sapere di essere d'aiuto, sapere di fare la differenza. Questo poteva essere felicità... se non fosse che l'altruismo va proprio a discapito di essa. Dare tutto agli altri vuol dire non dare niente a se stessi. E anche se dare può dare un'ombra di felicità, la vita di noi stessi rimarrà vuota.
Quindi dare tutto solo agli altri ci rende completamente felici? No!

Allora perché non la ricchezza!
Si, la ricchezza. Poter avere tutto ciò che si desidera. Soddisfare ogni nostro piccolo capriccio. Darci piccole briciole di felicità, comprando ciò che ce la può procurare. Certo, piccole briciole di felicità... ma solo briciole. Perché alla fine, avere oggetti o regalare oggetti può rendere felici, ma spesso una piccola cosa fatta con tanto cuore può dare molta più felicità di mille regali vuoti.
Quindi i soldi danno la completa felicità? No!

Allora l'amore da la felicità!
Si, l'amore ti porta in paradiso. Ti fa vedere il mondo in un altro modo. Un modo più roseo. Ti renderà il mondo più luminoso. Ti renderà la vita più piena... ma non completa. L'amore può finire. E non si può vivere di solo amore. Serve anche l'amicizia. Che comunque non sarà mai coinvolgente come l'amore. Quindi serviranno sempre entrambi, mai da soli.
Quindi l'amore solo può dare la felicità? No!

Allora ho capito cosa è veramente la felicità. La felicità è essere liberi, ma dandosi dei limiti; è essere altruisti, pensando anche a se stessi; è togliersi qualche sfizio, ma non puntare solo sulle cose materiali; è vere l'amore, ma avere anche grandi amicizie...
La felicità è l'equilibrio di tutto questo.
La felicità è equilibrio.

giovedì 3 marzo 2011

Scrivi a comando

Non è facile scrivere a comando. Non è facile inventarsi una cosa solo perché la si vuole inventare...

Per esempio, io ho sempre scritto qualcosa. Alcune persone hanno pianto per le mie parole (in senso positivo), ma quelle parole sono sempre state scritte senza premeditazione. Sentivo di scrivere e scrivevo. Quante volte ho sentito di scrivere e non l'ho fatto. Per pigrizia o per mancanza di tempo o, soprattutto, per mancanza di un posto dove scriverle... Ora ce l'ho.. ho creato il mio spazio, il mio blog.. E non trovo idee da scrivere...
Mi è successo anche altre volte con altre cose... Vedevo posti bellissimi, da fotografia, senza avere a portata di mano una macchinetta... ora la porto dietro e... niente!
Vedevo video su youtube e mi venivano in mente scenette... Ho il canale youtube, ho messo 3 video e... niente!
Mi venivano in mente tanti motivetti interessanti... Imparo a scrivere musica e... niente!

Forse anche una sorta di montatura... Io scrivevo perché volevo scrivere... Mi sono sentito fare degli elogi, e ora quello che scrivo risulta forzato (almeno lo risulta a me).
Quando posso, non riesco a scrivere e fare niente... O forse sono io che mi limito... Penso che le cose più belle vengono fuori quando le pensi e ti vengono sul momento, non quando decidi di farle... Come le foto: le foto più belle sono quelle "al naturale", dove il soggetto non sa di essere fotografato e si comporta normalmente... Mentre le foto "progettate" non sono altro che ammassi di sorrisi forzati (per questo, cari amici, faccio foto di sorpresa)... E questa dottrina (datami da mio padre) mi fa vedere tutto quello che progetto come cavolate...

Non so il motivo... ne ho dati alcuni, tutti plausibili...
L'unica cosa che so è che non so scrivere a comando!!!

martedì 1 marzo 2011

Notte dei Perché

Nella vita ci si affanna tanto per soddisfare alcuni desideri. Si mettono i soldi da parte per comprarsi un determinato oggetto, si fa una dieta per raggiungere un determinato peso, si studia per avere un determinato titolo...
Ma perché? Spesso mi chiedo perché si fanno alcune cose.
Perché dovrei comprare quell'oggetto? Mi servirà o lo voglio per alzare un livello sociale? E che mi importa di alzare il livello sociale? Rispetto a chi? Tante domande dietro un acquisto. Lo voglio... volere basta? Non sempre basta volere...
Perché devo fare la dieta? Per stare bene con me stesso? Ma in fondo non stavo bene prima della dieta, che potevo mangiare quello che volevo? Allora lo faccio per qualcuno... Per chi? Perché?
Perché studio questa determinata cosa? Che voglio fare da grande? Le due cose coincidono? E lo faccio per me o per gli altri? Per accontentare qualcuno? O per sentirmi parte di un sistema?

Con i perché crescono i dubbi e i pensieri... Quindi ci rimane solo di continuare a penarsi coi dubbi... O magari distrarsi e non pensare più, fino a quando la risposta ai nostri perché sarà più chiara...