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martedì 6 settembre 2011

Un incontro lungo un sogno

Questo racconto è preso da un sogno fatto stanotte. Le due canzoni citate nel testo sono Quel posto che non c'è e Lontra brucia dei Negramaro. Canzoni che mi sono venute in mente proprio durante il sogno. Spero che una cosa del genere, mi capiti sul serio... un giorno...








“Ehi! Ehi! Giò!!” la voce di Mauro era imponente, tanto da sovrastare i rumori della piscina dei bambini.
Giovanni era sdraiato sul suo lettino, preso nella lettura di un romanzo. Non si era nemmeno tolto la maglietta. Appena arrivava in piscina, si chiudeva nel suo libro, mentre Mauro e Caterina si divertivano. La coppia era vispa e allegra, ma entrambi conoscevano la situazione di Giovanni: quel viaggio era stato progettato per quattro persone. Due coppie. Numero pari. Non dispari.
Invece, un mese prima della partenza, il numero era passato da quattro a tre. Dopo un periodo cupo, Giovanni si era lasciato. Non volendo dividere la stanza con qualcun altro, partirono solo in tre, ma, in fondo, per Mauro e Caterina era quasi un viaggio in coppia.
“Che c’è?” chiese Giovanni al suo amico con tono scocciato. Mauro era il suo migliore amico, si conoscevano da quando avevano solo quattro anni. Era l’amicizia perfetta: spesso non si sentivano per periodi lunghi, ma, quando si rincontravano, non si accusavano di niente. Anzi, dopo periodi lunghi, avevano solo tante cose da raccontarsi. E, comunque, potevano sempre far affidamento l'uno sull'altro.
“Vieni a fare aquagym?” chiese Mauro. La richiesta aveva un secondo fine, Giovanni l’aveva capito dallo sguardo dell’amico.
“No, sto legg…”
“Vieni sbrigati!” lo interruppe Mauro, prendendolo di forza per un braccio e alzandolo dal lettino. Le persone nei lettini vicini, iniziarono a gustarsi la scena o a sbuffare per il frastuono “E levati anche questa maglietta!” continuò Mauro mentre, come un padre, levò l’indumento all’amico.
“Andiamo, venite!” disse da lontano Caterina, facendo segno con la mano da dentro la piscinetta bassa nella quale si sarebbe svolta la ginnastica acquatica.

In poco tempo, i tre si ritrovarono dentro l’acqua. Mauro e Caterina sorridevano sottecchi tra di loro. Giovanni non si spiegava ancora il perché.
Arrivò l’insegnante di aquagym. Una bella ragazza. Atletica, un bel viso incorniciato da lunghi capelli biondi. Il fisico era sensuale e sinuoso, ben fatto. Gli occhi erano dei fari azzurri. Una bella, bella ragazza… che, però, non suscitò niente in Giovanni.
Le risatine della coppia aumentarono. Giovanni iniziò a pensare che l’avevano portato lì per fargli vedere l’insegnante. Era una bella ragazza, ma non era quello che cercava Giovanni.
“Ehi, ragazzi! Io torno al lettino!” disse, sbattendo la mano sulla spalla di Mauro.
“No, no! Aspetta!” iniziò a dire Mauro, insistente “E’… è che ti volevamo far conoscere una ragazza!”
“Sì, l'ho capito! Ma non mi piace!” disse Giovanni.
“Ma come fai a dirlo se…” Giò non ascoltò le parole di Mauro e si voltò per dirigersi verso le scalette.
STONK!
Girandosi di scatto, quasi ad occhi chiusi, Giovanni non si accorse che, poco dietro di se, vi era qualcun'altro. Cadde un attimo in acqua, ma la piscina era bassa e non si fece troppo male. Si asciugò il viso e aprì gli occhi.
“Ehi, scusa!” disse una voce dolce femminile. Giovanni la guardò. Era una ragazza non tanto alta, con capelli corti neri e due occhi grandi e scuri. Le guance un po’ pronunciate, il corpo non scultorio come l’insegnante… ma furono il viso gentile e lo sguardo dolce che colpirono Giovanni, anche più della botta ricevuta. Il ragazzo rimase a fissarla e lei arrossì.
“Giò, lei è Linda!” disse Mauro, sorridendo.

Più tardi, Giovanni e Linda si ritrovarono (spinti da Caterina e Mauro) sotto la pineta del campeggio. C’erano i giochi per i bambini, ma ora erano vuoti. I due camminavano, scambiando poche timide parole. Giovanni aveva le mani nelle tasche del costume e le spalle alte, mentre linda camminava con le mani raccolte dietro la schiena, guardando in alto.
“Il tuo amico mi ha detto che sei stato lasciato da poco!” disse Linda, rompendo il ghiaccio.
“NO! No… cioè, sì! In realtà sì!” Giovanni era tutto rosso. Per la prima volta non aveva pensato alla sua ex.
“Anche io sono stata lasciata! Ma un bel po’ di tempo fa!” continuò Linda
“Ah, mi dispiace!” riuscì a dire soltanto il ragazzo. Tornò il silenzio. Giovanni aveva tante domande da fare, ma la sua dannata insicurezza lo lasciava muto.
D’un tratto, una musica. Una canzone di un gruppo italiano, molto famoso. Una canzone poco conosciuta di uno dei loro vecchi CD. Una canzone che Giovanni amava tanto… ma a suonarla era il cellulare di Linda. Il ragazzo la guardò, spalancando gli occhi.
“Scusa!” disse lei, mentre tirava fuori il cellulare dalla tasca.
…chi l'avrebbe detto prima che io un giorno sarei andato dietro a te…” Giovanni iniziò a canticchiare la canzone. Studiava canto ed era anche parecchio bravo, ma era troppo timido e non si vantava in giro della sua voce... sbagliando. Non era mai stato il tipo per intraprendere la carriera del cantante famoso. A lui piaceva solo fare musica, suonare, cantare... e, ultimamente, anche insegnare.
Linda rimase sbalordita. Amava quella canzone e Giò la conosceva. In più, la cantava. Rimase incantata dalla voce del ragazzo. Non rispose alla chiamata e lasciò la canzone andare avanti. Voleva continuare a sentirlo. Giovanni chiuse gli occhi e continuò
…e vorrei amarti poi senza, senza nemmeno conoscerti e intanto Londra brucia intorno a noi…
La chiamata terminò. Si alzò un leggero vento e alcune foglie di un faggio lì vicino iniziarono a cadere. Erano lì, insieme. Attorno a loro, le foglie rosse “fuoco” volteggiavano. Si guardavano. E si piacevano. Chi l’avrebbe mai detto? La canzone era capitata nel momento giusto, sbloccando la situazione di imbarazzo. E sbloccando anche i loro pensieri. Entrambi avevano capito: erano degli estranei, ma volevano conoscersi. E la paura di lasciarsi troppo andare, col rischio di soffrire, svanì.
Non era attrazione fisica. Entrambi erano abbastanza sensibili da non cadere sul banale. La loro attrazione era strana, diversa, proveniente da qualcosa di più profondo. La ragazza non era la forse più bella del mondo, ma, in quel momento, per Giò lo era. Lei aveva un’aura di dolcezza che riusciva a sciogliere la sua scorza di timidezza. Anche Linda non era una superficiale, ma la voce del ragazzo le aveva riacceso nell’animo una scintilla ormai spenta da qualche anno.
Non era attrazione fisica. Non era sesso. La loro era voglia di dolcezza reciproca. Voglia di affetto. Voglia di un abbraccio.
Si abbracciarono, mentre una folata di vento li investì. Passò meno di un minuto, ma per loro quella folata e quell’abbraccio durarono un’eternità. Mentre si allentarono la presa, Linda diede d’istinto un bacio sulla guancia di Giovanni. Rimasero abbracciati, guardandosi occhi negli occhi.
…Occhi dentro occhi e prova a dirmi se…” cantò Giovanni. Era un’altra canzone dello stesso gruppo. Linda sorrise. Poi tornarono seri. Ci fu un po’ di silenzio. Silenzio in cui Giovanni pensò a tante domande da farle e tante belle frasi da dirle. Ma non riuscì.
“Vorrei dirti tante cose, ma non ci riesco…” disse, improvvisamente. Linda sorrise, ma non disse niente. Continuarono a guardarsi, occhi negli occhi.
“Ti prego, continua!” chiese lei con un alito di voce.
Con un colpetto di tosse, Giò si schiarì la voce e poi continuò la canzone iniziata prima.
...potessi trattenere il fiato prima di pensare avessi le parole quelle grandi per poterti circondare di quello che di me bellezza in fondo poi non è…
Continuò, cantando tutto il resto della canzone. Sul finale ci fu un’altra folata di vento che investì i ragazzi, quasi accarezzandoli. I due si guardarono negli occhi. Quelli di Linda erano lucidi. Quelli di Giovanni erano persi nell’anima della ragazza. Era un momento magico. Il silenzio che c'era tra loro era riempito dal battito dei loro cuori. Entrambi cedettero. E ci fu un bacio. Non un bacio sensuale, non un bacio con la lingua. Un normale bacio a stampo, labbra contro labbra, bocca contro bocca. Dolce e lungo, a sostituzione di tutte le parole inutili e banali che avrebbero potuto dire. Parole che avrebbero reso sciapo quel momento. Parole che era inutile dire. Soprattutto in quel momento. Soprattutto ora.

E poi mi svegliai…

lunedì 18 luglio 2011

Love/Life


Senza l'amore cambia tutto! 
Quando guardi il mondo con gli occhi da innamorato, anche una grave sconfitta passa in secondo piano!
Quando guardi il mondo senza l'amore negli occhi, anche una lieve sconfitta diventa epico!

But why?!

Sono stufo di tutto quello che di dice la società! Sono stufo di dover fare o non poter fare... solo perché me lo dice il senso della società...

Non puoi scrivere certe cose, non puoi mostrare determinati sentimenti, non puoi aprire il tuo cuore ed il tuo cervello dimostrando affetto incondizionato! Ma perché?!
Perché sei un maschio, e se lo fai, vieni etichettato come se fossi gay! 
Non ci sto! Non ci sto per due motivi! Perché non dovrebbe essere un male poter dimostrare la propria sensibilità pur essendo uomini etero (like me) e perché non dovrebbe essere considerata un offesa così grande l'essere etichettato come gay!

Non puoi essere femmina ma dire certe cose dell'ambito sessuale apertamente! Ma perché?
Perche sei femmina e, se lo fai, vieni etichettata come zoccola!
Stronzate! Perché un uomo di pari età ed esperienza sessuale viene considerato un grande, mentre una femmina è una zoccola? Siamo tutti uguali! Siamo tutti umani! Abbiamo tutti le stesse voglie e i stessi bisogni!

Non puoi provare certi sentimenti per alcune persone, non puoi fare determinate cose come giocare e divertirti. Ma perché?
Perché sei grande e quindi troppo vecchio per questo!
Non ci sto! Perché non si può negare amicizia o amore se la differenza di età è elevata! E perché non si può negare a nessuno la libertà di divertirsi come vuole (senza nuocere agli altri, ovviamente...)! Voglio giocare? Gioco! Sono grande per giocare? A quanto pare no!!

Non puoi provare affetto per determinate persone fidanzate e/o sposate, anche se il tuo affetto non va oltre l'amicizia! Ma perché?
Perché il partner è geloso e non può esistere amicizia tra uomo e donna!
Falso! Falso! Falso! L'amicizia esiste! Ed è una delle amicize più belle! Perché con una amica puoi aprire parte del cuore che con gli amici non riesci ad aprire! E poi, se voglio bene ad una persona amica, devo sentirmi libero di manifestarlo, nonostante il partner!

"Ma lo devi fare! La società vuole così! La comunità vuole così! Ascolta la coscienza collettiva!"
"Ho smesso di ascoltare chi mi dice cosa devo e non devo fare!"
"Tutti poi sparleranno di te!"
"Lasciali sparlare! Chi sparla è solo invidioso! Invidioso della mia libertà! Se una cosa mi piace, non devo sentirmi additato perché mi piace!"
"Dove vai? Non puoi andartene!"
"Scusa, ma io vado a vivere...

venerdì 15 luglio 2011

Wind of changes......

Ci sono cose che col tempo cambiano...

Cose che prima ritenevo indispensabili, col tempo hanno perso significato...
Cose che prima dicevo non avrei mai fatto, col tempo le ho fatte...
Cose che prima dicevano non sarebbero mai state mie, col tempo ora posso dire che non sono più mie...
Cose che prima erano insignificanti, col tempo hanno acquistato un enorme valore...
Cose che prima volevo ad ogni costo, col tempo le ho avute e non le ho volute più..
Cose che prima non avri mai voluto, col tempo ho iniziato a volerle, soprattutto quando le ho perse...
E queste cose (che sono fatti, oggetti, persone ed azioni), cambieranno di continuo...

"Vento di cambiamento"
 Il cambiamento è innegabile, ma non sempre porta a liete prospettive!

martedì 5 luglio 2011

Lettera a me...

Caro me piccolo,
questi giorni di grande confusione, mi hanno fatto ripensare a te! A quando sognavi il tuo futuro, a quando le uniche cose a cui pensavi erano divertirti... e la scuola! Già, la scuola! Quelle 4 mura opprimenti che ti rinchiudevano ogni mattina, obbligandoti a svegliarti presto. Mura che non vedevi l'ora di abbandonare, ma che ora io vorrei tanto ritrovare! La scuola era il nostro lavoro: la mattina, inchiodati a quel banco, mentre il pomeriggio a svolgere i compiti assegnatoci. Non era il massimo della vita, ma durante la ricreazione, si giocava.. e a casa, finiti i compiti, si aveva la giornata libera!

E' vero, non avevi le libertà che ho ora io! Niente macchina per andare dove vuoi, niente scelte su cosa fare e cosa vestire, niente programmi per le serate! Avevi i tuoi genitori che pensavano a te, a portarti in giro, a sceglierti i vestiti, a programmare le tue serate (prevalentemente a casa, con ogni tanto qualche uscita di famiglia)! Le tue libertà, però, erano quelle di divertirti senza pensieri! E' vero, non avevi scelte, ma nemmeno responsabilità... e non è forse questa la migliore delle libertà? Niente benzina da pagare, niente futuro da crearti, niente pesi sulle spalle. Tasse, bolli, niente di niente!

E l'amore? Forse non conoscevi l'amore come lo conosco ora io. Ma te conoscevi un amore diverso, un amore giovane, infantile. Ricordi quell'amichetta che ti piaceva? Quella con cui parlavi di videogiochi, col quale alle volte giocavi... Ti piaceva e ti imbarazzavi stando con lei. Ti piaceva la sua presenza, la trovavi carina e ci giocavi volentieri. Quando stavi con lei, ti sussultava il cuore. Ma era una bambina e te un bambino. Niente cuori spezzati, niente delusioni. Forse non provava le stesse cose che provavi te, ma il tuo era un amore incondizionato. Non pensavi a lei egoisticamente. La idolatravi, idealizzavi. E sognavi di stare con lei. Mentre ora, ogni scelta e ogni amore provoca delusione e/o confusione.

Insomma, eri meno consapevole del mondo che ci circonda. Eri libero di fare le tue scelte. Ma eri più innocente. Un innocenza che questo mondo ti strappa con ferocia mentre cresci. E ti accorgi di averla persa, quando è ormai troppo tardi.
Forse un giorni, caro me piccolo, ci ricontreremo, come dice quella bella canzone di Baglioni. E quando ci rincontreremo, non sarò io ad insegnarti della vita, ma lo farai te.
Un saluto, te grande!

venerdì 17 giugno 2011

Se avete problemi, sono qui ad ascoltarli e consigliarvi... Ma non prendete esempio da me, perché sono l'unica persona che non riesco a consigliare...

C'è una cosa che tutti possiamo dire, in un certo senso!
Tutti notiamo i problemi o difetti altrui e ci sentiamo di poter consigliare, ma non notiamo i nostri e, se li notiamo, non sappiamo affrontarli.
Quante volte ti è capitato di parlare con una persona con un problema e dare degli ottimi consigli? Si ti è capitato! Ma quando poi ti sei ritrovato te stesso in un problema simile? Ecco! E' proprio questo il punto.
Io sono forse un eccesso di questo...
Mi capita di avere molti amici che si sfogano con me! Diciamo che ispiro! Anche perché mi è capitato anche di sconosciuti incontrati su internet che, dopo nemmeno 1 ora di chiacchierata in chat, si confidavano con me! Credo sia patologico, dovrei andare da un blablaologo (cit. Scrubs).
E la cosa che fa continuare gli altri a confidarsi con me e chiedermi consigli, pare che sia la mia capacità di essere imparziale... o almeno questo mi hanno detto! Perché, anche se è una disputa tra un amico e uno sconosciuto, riesco ad essere imparziale e dare una veduta neutrale sulla cosa! E se ad aver sbagliato è l'amico, non ci penso due volte a dirlo! E pare (sempre a detta altrui) che i miei consigli siano spesso e volentieri quelli giusti. E pare che la mia specializzazione sia i "piccoli problemi di cuore".
Ma la mia patologia è ancor più grave! Mi ritrovo a fare da spalla su cui piangere ad amici lasciati da poco, proprio quando anche io sono stato lasciato da poco. E, invece di piangere a vicenda e farci coraggio da soli, sono io quello che tira su l'altro/a, facendo coraggio, dando opinioni e suggerendo come affrontare determinate situazioni... ma anche io sono nelle loro stesse situazioni e mi faccio i stessi problemi. E perché riesco a consigliare il modo migliore di affrontare le cose, ma non riesco io stesso ad affrontarle in tale modo?
Perché siamo così! Riusciamo a dare consigli, ma non riusciamo a seguirli! Anche il miglior confidente, deve aver bisogno di un proprio confidente! Nessuno è autosufficiente in queste situazioni!
Per quanto mi riguarda, continuerò a fare da spalla e dare consigli, sperando, però, di non essere preso come esempio, perché sono veramente incapace nei problemi che mi riguardano.

mercoledì 8 giugno 2011

A Roma per lavoro...

Oggi sei stato a Roma centro per lavoro... ma c'eri stato pure ieri e per lo stesso lavoro... ma le due esperienze sono risultate diametralmente opposte!
Il lavoro consisteva ne fare un paio di file (anche corte) per ritirare dei documenti a nome di altri... semplice e sbrigativo... un lavoro di 10 minuti o poco più.

Ieri, però, venivi da un'altra uscita infruttuosa (al comune di Formello... odiosi iter inutili). Sei partito con la macchina conscio di ben 4 luoghi per parcheggiare. Ma non ti aspettavi una manifestazione dei tassisti proprio su uno di quei 4 parcheggi... ne che i vigili, per motivi di "ordine pubblico", chiudessero un altro dei parcheggi oltre che a gran parte dei posti adiacenti alle vie limitrofe. Così, ti sei ritrovato insieme ad altri 10 vetture, alla grande corsa al parcheggio...

...le facce erano più o meno così!

e, dopo 1 ora e mezza circa, con l'avvicinarso della chiusura dell'ufficio, hai disertato! Uscita non del tutto infruttuosa, grazie all'aumento del tuo bagaglio di imprecazioni e ad un nuovo spiccato odio per i tassisti manifestanti... non tutti, solo quelli presenti ieri!

Oggi, invece, ci sei andato con un altro spirito... e altro mezzo! Informato sugli spostamenti di tua madre, sapendo che "passava di là", ne hai approfittato, programmando il ritorno coi mezzi. Niente ricerca sfrenata del parcheggio e una breve passeggiata da dove sei stato scaricato fino all'ufficio in questione! Mettendoci poi la bellezza di Roma, questa uscita è stata rilassante e comunicativa.

...trasformando il tuo volto così!

Nemmeno lo sbraitare inutile ed insensato del solito "insofferente alle file degli uffici" ti hanno scalfito... e quando sei uscito, hai ancora saziato i tuoi occhi con le bellezze di Roma!

Certo, il treno aveva il condizionatore settato alla temperatura "inverno particolarmente rigido della Groenlandia" ed i pinguini seduti vicino a te erano casinari, ma questa è un'altra storia...

...ma intanto, per rendere l'idea...

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venerdì 3 giugno 2011

Quando si sta male, si fanno brutti pensieri...

Quando ti ritrovi in questi periodi di cambiamento, tendi a darti tanto da fare, per non sentire le vocine che hai nella testa... Ma prima o poi, sei obbligato a sentirle! Proprio quando passi 3 giorni al letto, con la febbre!
In quei tre giorni, gli unici pensieri che dovresti avere sarebbero di guarire e sentirti meglio... invece ti ritrovi a tirare le somme... per la gioia di tua madre che dovrà rimettere a posto quel che tiri!

E così, ti ritrovi a pensare a tutto quello che hai e non hai! Ripassi tutti gli argomenti della vita tipici di un oroscopo... col rischio di prendere un 30!
E scopri una cosa brutta: te, che sei sempre stato un sognatore, ti ritrovi cinico e duro. E non duro nel senso porno del termine...

Ma vediamo gli argomenti!
Nell'amore, te che sei sempre stato un gran sognatore, che crede nell'anima gemella, nel destino, eccetera, ti ritrovi a vedere film romantici e, invece di pensare "Che bello, magari io!!", ti ritrovi a sbuffare e dire "che cavolata!!!"! Ti ritrovi a non credere più nell'amore e a non capire più chi ti parla d'amore!
Cinico e duro, ricordi? Sei cinico e duro... e non credi più nell'esistenza dell'amore... ma, in realtà, sai che in fondo ci credi e non aspetti altro che quella persona che ti faccia ricredere nell'amore e al quale dedicare tutte le frasi, canzoni e azioni che conosci e che dedicheresti... ehi, forse potresti scrivere qualche idea all'interno di questo blog... mmh, no! Meglio se le tieni per te... se no te le bruci!


L'argomento dopo di solito è il lavoro... e per lavoro, intendi il futuro! Il lavoro della tua vita sarebbe quello di aprire una scuola di musica e insegnare canto! Oppure aprire una fumetteria... ma la scuola di musica viene in primis! Ma, mentre prima eri un vulcano di sogni, di speranze, ora vedi il tuo futuro in modo grigio, accontentandoti di quello che ti si prospetta! Ed è proprio gioviale non prospettarsi un futuro migliore! Molto gioviale... molto... ehi, qualcuno di voi può dare un calcio alla sedia? Grazie!

Passiamo ai soldi...................................................... ok, andiamo avanti!

La salute? Beh, vivere con la costante consapevolezza di avere l'ernia, non è che ti aggradi! Poi, ecco... so tre giorni che stai al letto per la febbreraffreddoretosse e forse non è il momento giusto per parlare di salute!

Ma dai, in fondo devi prendertela con filosofia... lo so, lei non ti ha fatto niente, ma perndersela con filosofia è la cosa migliore! Alla fine bastano buoni amici, buona birra e poi ci sarà quell'evento e/o persona che ti farà tornare a sognare!

giovedì 26 maggio 2011

Io sono un panda, perché...

Io sono un panda! Si, perché assomiglio ad un panda!


I panda come sono? Sono pelosi... e su questo non ci piove! Sono anche dei piccoli colossi! Ma soprattutto, nonostante la loro mole, sono teneroni! Non sono carnivori, non azzannano gli altri per un non nulla, ma sono teneri erbivori che si mangiano la loro erbetta ed il loro bambù, senza dare fastidio!
Li vedi mangiare, docili! Ti guardano e non ti infastidiscono! Se si avvicinano, è più per curiosità!
Ma, nonostante la loro pacatezza, se intralciati nel loro essere, diventano pericolosi, sfruttando la loro mole! Possono diventare aggressivi quando devono difendersi o quando vengono, in qualche modo, istigati! E se diventano aggressivi, non farti trovare sulla loro strada, che graffiano, mordono e spaccano.
Ma questi attimi, come arrivano magari all'improvviso, se ne vanno! E il panda torna docile, pacioccoso, intento a strappare dal bambù le sue foglioline di felicità.
I panda, docili e tranquilli, ma con il sogno di diventare come le tigri. Con il sogno di diventare uno di quei animali possenti, coraggiosi, rispettati... ma loro sono docili ed insicuri! Chi potrebbe rispettarli? Forse chi capisce la "forza" della loro sensibilità! Ma sono in pochi a capirla!
Forse è questa sua docilità in questo mondo di piranha che lo sta facendo diventare così raro, in via d'estinzione. Un grosso animalone peloso, docile e sensibile come pochi animali al mondo, ma bistrattato dagli altri. Sono in pochi...

...siamo in pochi! Io sono un panda! Dov'è finito il mi bambù?

martedì 10 maggio 2011

Un foglio di carta e una testa pesante...

Testa pesante e corpo vuoto...
Sentire dentro un freddo intenso...
Una morsa al cuore che ti stringe al petto...
La voglia di fare qualcosa...
La voglia di non pensare tanto...
Tremi, hai freddo, non ti reggi...
Hai sonno, ma non dormi... non riesci...
Non mangi, non ne senti il bisogno...
Però esci, che vuoi gli amici attorno...
Ti gira la testa, ti sdrai, ti copri...
Nel caldo della coperta cerchi conforto...
Un computer, un foglio bianco telematico...
Tiri giù tutto quello che provi in poco tempo...
Ma non ti fa sentire meglio...
Perché alla fine non c'è niente che serva a qualcosa...
Nella vita, tutto non conta nulla...

venerdì 8 aprile 2011

Emozioni al minimo sindacale

Ci sono quei giorni in cui sei felice! Ogni cosa la vedi in un senso di positivo che ti fa meravigliare da solo! Sei felice, anche senza motivo! Sei allegro, gioviale e il tuo sorriso è contagioso...

Poi ci sono quei giorni in cui sei triste! Che ti svegli con un peso sullo stomaco. Non mangi, sospiri e i tuoi pensieri sono cupi e tristi! Ti accompagna un'aura di tristezza che fa chiedere a tutti i tuoi amici cos'hai...

Ma i giorni più brutti sono i giorni apatici. In cui sai che c'è qualcosa che ti sta rendendo felice, ma non riesci a provare gioia! E anche in cui sai che c'è qualcosa per cui dovresti piangere, ma non riesci ad essere triste.
Questi giorni in cui la tua anima è apatica, grigia, senza sentimenti, scopri il vero brutto della vita... Quello di non avere soddisfazioni, di non avere una serenità. Sei in fermento, senti dentro te qualcosa che si accumula. Un miscuglio di tutti i sentimenti che avresti dovuto provare. Quando dovevi sorridere ed essere felice, non lo hai fatto e quel sentimento si è rintanato da qualche parte in te. Quando avresti dovuto piangere ed essere triste, non lo hai fatto e anche quel pianto si è nascosto nel tuo subconscio. Quando avresti dovuto arrabbiarti, sei stato calmo e assorto, regredendo la tua ira all'interno della tua anima.

Ma arrivera il giorno in cui esploderai!
In cui sarai felice per tutte le vote che non hai riso, forse rimanendo ustionato dalla luce del tuo stesso sorriso.
In cui piangerai per tutte le volte che non l'hai fatto, scoprendo il sollievo del liberarsi del peso delle lacrime.
In cui ti arrabbierai per tutte le volte che sei rimasto calmo, liberando la tua mente da tutto il rancore.
E li ci sarà il nuovo te...
Ma, chissà quando...

mercoledì 30 marzo 2011

Trovarmi descritto in poche parole

Io di solito alle cose tipo "Personalità dei mesi di nascita" o "Difetto per ogni segno zodiacale" o "Un animale albanese marzupiale per ogni minuto del primo orgasmo amore"...Spesso chi li fa è una persona normale che mette le cose che gli capitano... magari si baserà sulla media degli amici di ogni segno o di un piccolo contributo del carattere vero del segno, ma è comunque una persona normale!

Poi, però, capitano quelle volte che incontri quel gruppo che magari ha trovato questa differenzazione da qualche parte... Entri comunque con la curiosità, ma già portato a non crederci... Ma poi ti rileggi, rileggi te stesso descritto in poche righe... E rimani sbalordito...
Si, rimani sbalordito perché non sono solo la maggior parte delle cose ad essere giuste, ma TUTTE! In pratica, ti ritrovi descritto.

A me è capitato QUI dove, al mese di Dicembre (il mio), ho ritrovato la mia descrizione spicciola... Andiamo a vedere nel particolare:


~ Dicembre.
. Generosi. (non è per un senso vanesio, ma, in fondo, è vero... quante volte ho pagato benzina e fatto giri di peppe per uscire senza chiedere nemmeno una lira agli amici? Quante volte mi sono stati chiesti passaggi, aiuti, eccetera e non ho rinnegato? Va beh, avete capito... andiamo avanti...)
. Gli piace scherzare e ricevere scherzi. (Beh, a volte sono un po' cacacazzi... sano stimolo nel scherzare e dare fastidio)
. Impazienti. (Vero, verissimo... Non ho mai avuto taaanta pazienza... Disegni, compiti, eccetera... sono sempre cose che devo finire in poco tempo, o lascio perdere... Anche se, quando faccio una cosa mettendoci del tempo, sono più soddisfatto)
. Affidabili. (questo lo lascio dire agli amici... i quali, mi dicono tutto e si sfogano con me... anche persone che mi vedono 2 o 3 volte si ritrovano a sfogarsi con me... vorrà dire che ispiro fiducia)
. Divertenti e sempre simpatici. (quante volte ho fatto ridere gli amici... diciamo che mi piace il sorriso della gente altrui...)
. Adorano essere circondati dalle persone. (vero... odio i lunghi periodi di solitudine... ma mi basta anche una persona vicino... persona amica o altro...)
. Gli piace ricevere attenzioni. (non voglio essere il centro dell'attenzione, il primo della lista... ma voglio costantemente la mia dose di attenzione... odio più passare inosservato... soprattutto alle persone più care...)
. Non tendono al malumore. (Sorrido alle brutte cose... vado avanti per la mia strada col sorriso... e spesso, anche quando sto male, mi ritrovo a tirare su gli altri... anche se a volte ho i miei crolli... e anche se qualcuno sa quando sto male, dal tipo del mio sorriso...)
. Hanno personalità. (oddio... ho la mia... non è imponente, ma si fa valere, a volte... questo lo lascio dire agli altri...)
. Non sono egoisti. (tutt'altro... per fortuna... e anche purtroppo)
. Buon senso dell’umorismo. (forse troppo...)
. Logici. (beh, che dire? tutto deve avere una logica... da uno spostamento, ad un fatto, a un problema... la logica mi ha sempre aiutato parecchio)
. Buoni amanti (ehm... ecco, arrossisco... non lo so... forse... non dovete chiederlo a me)
. Solari (Si... Sempre... certo, c'è chi vede in me la tristezza anche quando cerco di mascherarla.. poi, quando non sono triste, sono solare)
. Un po impulsivi (Ecco, l'unica cosa che avrei tolto è qui... e sarebbe "un po"... oddio, su alcune cose sono troppo riflessivo, ma quella è paura.. per il resto, sono molto impulsivo... soprattutto sugli affari di cuore...)

Beh, vi invito a controllare il vostro mese e a vedere se anche a voi, come a me, ha dato piena compatibilità...

martedì 29 marzo 2011

Come un castello di carta...

Chi appare forte davanti alle difficoltà, non vuol dire che non soffra o che non senta niente. Se affronti le giornate col sorriso, non vuol dire che ti va tutto bene...

Anche te ti ritrovi in questi brutti momenti e li affronti con forza e decisione. Sei anche bravo in questo, tanto che, per la gente, stai bene... Addirittura spesso sei te a consolare gli altri per lo stesso problema che affronti te stesso!

Le "frasi fatte" si sprecano. Quelle classiche, tipo "si va avanti" o "ci sono tanti pesci nell'oceano"... Vere, vere tutte... in fondo, bisogna andare avanti.
Quindi crei il tuo castello di sentimenti. Un castello che possa sorreggerti, che punti all'infinito. Che punti al futuro...

Ma poi ti accorgi che questo castello è di carta... e che basta una frase, una foto o qualsiasi altra cosa, per farla cadere... come se fosse una folata di vento.
E ti senti cadere nell'oblio della frustrazione, della tristezza e della depressione.

E ti rialzi... sarà per le spinte e per le prese degli amici... sarà perchè forse la frase, foto o altro non era una cosa seria... sarà perché la 'folata' era solo mentale... sarà perché forse sei forte davvero... e ti rialzi, sempre e comunque!

Per alcune persone che ti conoscono bene, poi, non hai segreti e sanno come stai realmente. Ma con quelle non avrai mai problemi...

lunedì 28 marzo 2011

Evoluzione dello spettatore del cinema


C'era una volta in cui credevi che al cinema valesse la pena di vedere solo film con effetti speciali. Film con grandi paesaggi che solo al cinema, col maxi schermo, potevi goderti. Film come Iron Man, dove il robbottone che volava aveva un fascino superlativo nella grafica del cinema. Film come il Signore degli Anelli, dove maxi schermo e dolby sorround, ti rendevano partecipe della storia. Film come la Mummia, dove riuscivi ad immaginarti la mummia e gli scarabei camminarti sul corpo.
Si, c'erano film che valeva la pena vedere al cinema.

Poi, grazie a Tele+, Stream o Sky... o anche con lo streaming (spinto da amici o ragazze), ti sei ritrovato con bei film che, al cinema, non saresti mai andato a vedere. Film come Io & Marley, dove hai pianto per tutto il finale. Film come Neverland... vedi film precedente. Film come il più vecchio Il profumo del mosto selvatico, una delle più belle storie romantiche che hai visto.
Film come questi non meriterebbero i tuoi soldi? Si, per questo ti compri i DVD originali. Ma la tua idea di film da vedere al cinema non è cambiata... ancora.

Capita poi che vai al cinema con degli amici. Ci sono tanti film, alcuni anche carini, ma non sono film che vedresti al cinema. Allora, insieme agli amici, trovi Shoot'em Up, un film di sparatorie tutte cariche di effetti speciali. Scegliete quello... c'è anche la Bellucci... ne hai sentito parlare... sembra carino... sembrava...
Uno schifo colossale. Una storia senza piedi, sparatorie sparse a ca##o di cane, la Bellucci che se ne esce con frasi in un napoletano improbabile. Cattivo ignobilmente cattivo, buono ignobilmente rozzo, storia ignobilmente accatastata in malo modo.
[Il film ve lo consiglio da vedere, scaricato con gli amici... tanto per farvi un paio di risate!]

Allora ti chiedi, "Perché non ho dato i miei 7 euro di biglietto ad altri film meno scenici, ma migliori?"... Te lo chiedi, ma non prendi decisioni.
Soprtattutto perché poi ti fidanzi. Da allora, quando andrai al cinema, potrai scegliere 1 film su 3. Gli altri due li sceglierà lei (e se sarai fortunato, saranno film che vuoi vedere anche te) e ne potrai scegliere solo 1 di tua iniziativa. Per questo, continuerai a scegliere film pieni di effetti (ma molto più selettivo).

Ma poi arriva il momento della prova del 9... Vai al cinema con amici. Ci sono alcuni film (non tantissimi, però). Ci sono vari film, e devi scegliere quale vedere.
C'è Dylan Dog, film carico di effetti, sparatorie e atmosfera... ma un film dove è stato ignobilmente trafugato il buon nome dell'investigatore dell'occulto tanto caro ai lettori (prettamente italiani). Oppure c'è Il Rito, sempre carico di effetti e atmosfera, ma horror. Infine c'è Nessuno mi può giudicare, film commedia italiana, con artisti italiani, di cui Raul Bova e Paola Cortellesi. Sembra una storia carina e divertente, ma vale i tuoi 7 euro?
Decidi di sì... decidi di dare i tuoi 7 euro di biglietto al cinema italiano in crisi. Decidi di dare i tuoi 7 euro ad un film senza effetti speciali, film dove il dobly sorround e il maxi schermo non danno molto di più di un semplice televisore casalingo. Ma scopri di dare i tuoi 7 euro ad una commedia brillante ed intelligente, con una storia magari a tratti scontata... dove ti immagini alcuni particolari, ma si scopre comunque una storia brillante, con battute divertenti miste ad una storia tristemente romantica.

Allora la tua idea cambia!
I tuoi 7 euro faranno parte degli incassi di un film e quindi li darai a film che vale la pena premiare. Per questo, sei contenti che i tuoi soldi siano andati a Nessuno mi può giudicare... e Dylan Dog te lo vedi in streaming (citazione Bigio).

venerdì 25 marzo 2011

La gente che odio di più.... Scritta in un momento di rabbia!


Dopo tanta esperienza, capita che pensi alle varie arrabbiature che hai avuto e capisci che odi 3 tipi di persone su di tutte... I presuntuosi, gli incompetenti e gli "sordi".

Per i primi, i presuntuosi, non senti di salvare nessuno... Chi si sente superiore, è insopportabile... Ma i peggiori sono quelli che si sentono superiori pur non essendolo! Si, quelli che vengono da te per lavoro, te (che quel lavoro lo fai da tempo) dai le tue impressioni, i tuoi preventivi e le tue idee e loro dall'alto della loro esperienza di "sentito dire" o lievi esperienze avute da amici e parenti, si sentono di dirti che il lavoro fatto da te è sbagliato...
Si, proprio questo... Ti è capitato proprio questi giorni... quando te, geometra ancora in 'costruzione', ma cono ampie esperienze in campo di rilievi interni, ti sei recato nella casa di un cliente per prendere le misure interne di una casa in via di ristrutturazione. Hai preso le misure di 2 dei 3 piani, mentre l'ultimo ti è stato dato dal cliente direttamente con le misure prese da lui (e che te, umilmente, hai preso per esatte a priori). Per le misure, ti sei armato di metro laser, proprio per evitare errori grossolani... Poi, dopo aver consegnato i disegni al cliente, ti senti dire che i 2 piani presi da te sono tutti completamente sbagliati... e non di pochi centimetri (che possono andare)... proprio di 50 centimetri per misura, circa... e 50 centimetri sono mezzo metro, ca##o... Allora prendi un'altra mattinata per andare a riprendere le misure e... sono tutte ESATTE... i due piani presi da te sono giusti... solo un errore su una stanza, ma si parla di un piccolo bagno e di 20, 40 centimetri massimo... Allora per ripicca, vai al piano preso dal cliente e prendi le misure anche lì... e le trovi tutte SBAGLIATE...
Morale: per un lavoro in cui ti viene pagato "viaggio + misurazioni + messa in pulito del disegno + stampa", ti troverai a chiedere 2 viaggi e 2 misurazioni... Perché quella mattina, potevi fare altro, invece che andare a prendere misure GIA' PRESE!!!

Poi, la seconda categoria che prendi sono gli incompetenti... Gli incompetenti, però, ti senti anche di compatirli... se uno è ignorante, spesso non è nemmeno colpa sua... Cioè, se ti arriva un signore anziano che in tutta la sua vita ha fatto l'attacca calce con un iPhone e non sa utilizzarlo, non ti puoi arrabbiare... magari ti incazzi perché lui c'ha l'iPhone (e non sa usarlo) e te no, ma non ti arrabbi per il fatto che non lo sa usare... E' ignorante, non è colpa sua...
Quelli che trovi odiosi e, soprattutto, pericolosi, sono quelli che sono incompetenti nel lavoro che svolgono!!! Sì, proprio così... come quel tecnico che ti chiede di fare un disegno, glielo porti e non sa leggerlo... come quel farmacista al quale chiedi una medicina e ti dice "ha la tosse?" ma sono medicine per la diarrea... come quel professore che ti spiega come si fa un disegno, non ti viene, ti dice "levati, ti faccio vedere" e non viene nemmeno a lui... come quella persona che lavora alla segreteria di una scuola, gli chiedi "i diplomi li avete ancora voi?" e lei "non lo so!" e allora ti chiedi 'ma se non lo sa lei, chi lo deve sapé?'... come quegli agenti immobiliari al quale fai vedere una casa da vendere, gli spieghi dei dettagli tecnici e, subito dopo, ti chiedono la stessa cosa, solo perché non sanno un ca##o e imparano le domande frequenti (classici FAQ) a memoria, senza sapere che vuol dire... come quei tecnici di computer al quale dici il problema del tuo computer mentre glielo dai da aggiustare, poi torni una settimana dopo e ti dicono che non l'hanno aggiustato, ma intanto hanno capito il problema che ha ed è lo stesso che gli avevi detto te prima...
In una espressione sola, INCOMPETENTI AL LAVORO!!

Poi arrivano i sordi! E, sia chiaro, non intendi i sordi fisici... quelli non hanno nessuna colpa e non possono che essere compatiti... Cioè, se vedi un tizio sordo con l'iPhone, non ti puoi arrabbiare perché è sordo... certo, magari ti farà rodere il culo sapere che anche lui c'ha l'iPhone e non ci può chiamare, ma magari lo sa usare per il resto... a meno che non è anziano e fa l'attacca calce... Ma tolti i casi estremi, un sordo vero, è una persona da comprendere.
Te intendi i "sordi" travirgolette, quelli che, in parole povere (e romane), "nun te stanno a sentì"!
Quelli danno veramente urto! Perché magari sei un insegnante, gli spieghi una cosa ed il perché, loro ascoltano il minimo, e quando passi al perché (che è solo di loro utilità), te dicono "lassa perdere, tanto ho capito come se fa, non me serve altro!" e poi rimangono inculati quando capiranno che gli serviva saperlo... Oppure sei un amico ascoltatore e confidente, ti confidano una cosa e te, per il bene che vuoi all'amico, gli dai la tua opinione e loro fanno, comunque, di testa loro e, al 99% delle volte, ti ritroverai a dirgli "te l'avevo detto!!"... O anche quelle persone che stanno facendo un gesto, un azione o prendendo una decisione, tu, che ci sei passato o sei più informato sui fatti, dici "non farlo per questi motivi" e loro annuiscono e... lo fanno, comunque... Oppure medici che dicono ai pazienti "non fare questo, perché ti fa male" e pazienti che tornano perché hanno fatto proprio questo e stanno male...

Queste sono le tre categorie che di senti di non sopportare...
E non riesci ad immaginare un incompetente presuntuoso che non ascolta quello che gli dici... Oppure sì?!

L'emozione ha una voce


Ci sono quei cantanti che ascolti, ti piacciono, scrivono belle canzoni e ti attirano nei loro concerti... e ne rimani deluso. E dopo averli sentiti dal vivo, rifletti e ti accorgi di quanto il computer e gli effetti possano far sembrare una voce mediocre, splendida. Rifletti e constati che i veri artisti di alcuni CD non sono i cantanti, ma i tecnici che montano, sistemano e modificano le tracce, rendendole perfette. Poi, nelle registrazioni, si prendono le parti migliori di varie registrazioni.
Ma uno spettacolo è "buona la prima"... non puoi fermarti, rifare la canzone e prendere le parti migliori delle due performance... No, il concerto è diretto... è l'espressione più diretta dell'emozione data dal canto, dalla voce... Le parole sono vuote se non dette o cantate con cuore, con quella corda che vibra nell'anima del cantante.....
E rimani deluso da cosa di dona il mondo della musica.......

Ma poi, una sera vai al concerto di un cantante.
Ti siedi e attendi con trepidazione le canzoni. Le conosci, hai i ciddì delle sue canzoni. Vuoi ascoltarle... poi, studiando da parecchio canto e chitarra, vuoi anche saggare la sua tecnica... e, avendo un cuore ed un animo sensibile, vuoi essere investito da qualche emozione... qualche, perché sei rimasto deluso tante volte, che ora te ne basta qualcuna...
E arriva l'inizio del concerto. Un inizio con solo pianoforte (non tastiera, badate bene) e uno spicchio di un'orchestra, con tanti archi e qualche strumento a fiato... E le canzoni con parole magiche cantante con cura del sentimento... E già alla prima canzone, i brividi ti pervadono la schiena.
Continua così per circa 5 / 7 canzoni. Ed ogni canzone è una 'pennata' alle corde della tua anima, che iniziano a vibrare all'impazzata, facendoti sobbalzare dai brividi.
Poi entra la band, inizia il concerto 'normale', con la band classica (chitarre, basso, batteria e pianoforte), ancora accompagnata dallo spicchi di orchestra. E le canzoni scorrono fluide, alcune tristi che ti danno amore, nostalgia, sentimento... Cantate con trasporto. E te pendi dalle note del cantante, dalle sue intonazioni, armonie. E segui con le mani i gesti che ti dirige il cuore, come se fossi te a cantare. Soprattutto, ti ritrovi a vivere un concerto come non l'hai mai vissuto...
Ma ci sono anche le canzoni ritmate, magari spinte dalla rabbia o dal divertimento. E in una sera ti senti solo, innamorato, deluso, arrabbiato, divertito, triste, nostalgico... un mix di emozioni più svariate! E tutto grazie alle parole e alla voce di un cantante.

Così capisci che un altro artista (che non chiameresti cantante per ovvi motivi) quando diceva che "l'emozione non ha voce ", forse è perché non aveva mai assistito ad un concerto del genere.
Perché l'emozione HA una voce.
E questa voce è di Francesco Renga.

martedì 22 marzo 2011

Out of head!

Più ci si guarda intorno e più notiamo che la gente intorno a noi è fuori di testa.
E' capitato a tutti di trovarsi davanti ad atti di pura follia o di puro masochismo o altro del genere. Tra lavoro, hobbies, università, amici, eccetera, ne ho veramente viste di tutte... troppe, forse.
Ho capito che la gente crede che gli è tutto dovuto. Tutto dovuto. Loro non devono niente, ma noi dobbiamo tutto a loro. Come quando clienti telefonano alle 13:30 in ufficio... in teoria, l'ufficio è chiuso e tu non ci dovresti stare, ma impegni dilungati ti hanno trattenuto e te, con animo nobile, decidi di rispondere per evitare al cliente di sentire per il "tu tu" del telefono per le successive 10 chiamate (perché se per 10 volte non rispondi, per loro non vuol dire che magari stai a pranzo, ma che non sei arrivato alla cornetta...). Allora alzi la cornetta e rispondi. Ovviamente non chiedono di te (povero sguattero schiavo), ma chiedono il geometra o l'architetto, o il dottore, o il ragioniere... dipende da dove lavori. Rispondi che non c'è e che lo troverà nel pomeriggio. E dall'altra parte senti una lamentela che non sta né in cielo, né in terra... "So 3 giorni che chiamo e non trovo nessuno!"... Ti ci vuole tutta la pazienza e diplomazia per non riattaccare o mandare a fare in cu@o e rispondi con garbo che, se chiama alle 13:30, di solito non trova nessuno perché l'ufficio CHIUDE PER PRANZO. Ma non lo può capire anche da solo? Dobbiamo stare tutti in ufficio per aspettare le tue chiamate?!?!
Si, la gente gli è tutto dovuto. Se hanno bisogno, ti chiedono un favore e tu glielo fai volentieri. Ma, al contempo, alla gente non interessa di "dovere" agli altri. Quante volte ti sentirai dire "Scusa, non posso..." o "Scusa, ma devo..." o ancora "Me lo potevi dire prima, ormai..." seguite dalle peggiori scuse-barra-minchiate della terra! Inizi a contare quante volte già ti e successo... e perdi il conto intorno agli 8.000!
Ma poi la gente sta fuori di testa vera. Gente che ti da contro per partito preso... che, qualsiasi cosa farai, sara sbagliata! Ma anche che ti venera per partito preso, che troverà giusta ogni cosa! Ma perché? Anche te fai cose sbagliate o giuste, ogni tanto...
Gente che sogna cose improponibili, che apre una libreria a 10 metri da un'altra che si trova in quel luogo da eoni e poi si chiede, perché deve chiudere che non gli ci va nessuno... (a parte che qui c'è anche la brutta notizia che non legge più nessuno, purtroppo... ma ne riparleremo).
Oppure gente che spende barche di soldi dentro un casinò, poi vince 5.000,00 € e festeggia... ma ne hai buttati 5 volte di più!! Non hai vinto, ma sei rientrato di cinquemila!!
Gente al quale non importa dei sentimenti o delle utilità altrui... che ti parcheggia davanti al cancello dicendo "Mi sono allontanato 5 minuti!" che, primo non sono 5 minuti e, secondo, se in quei 5 minuti avevo un infarto o se avevo chiamato un'ambulanza o avevo un appuntamento al quale non potevo arrivare in ritardo?! Gente che invece ti dice cose o fa cose senza pensare che ti possa dar fastidio! Gente che si innervosisce perché qualcuno fa qualcosa che loro fanno SISTEMATICAMENTE!!!
Gente ipocrita che dice "questo non lo farei mai!" e la ritrovi 5 minuti dopo a farla. Gente che, quando tu vieni usato da qualcuno, te lo dicono incazzati "Sei scemo a farti usare così! Io avrei reagito!" e poi li vedi nella tua stessa situazione, o anche peggio... e non gli dici niente, perché, diciamolo, in fondo sei anche un po' sadico!!

Gente che ama dirti "te l'avevo detto!" e quando glielo dici te ti danno del bastardo! Ecco, con queste ultime persone ti fermi... perché, in fondo, a tutti un errore brucia... e brucia soprattutto se ce l'avevano detto... vero?! si?! Beh, ve l'avevo detto...

venerdì 18 marzo 2011

Farsi condizionare dai sogni...

"I sogni son desideri di felicità..."
Così cantava Cenerentola nella famosa fiaba Disney. Così ci hanno cresciuto mamme e papà, sin da piccoli. E questo è vero, se si intende come "sogni" quando uno dice "io sogno di andare a Miami!"... Ma i sogni veri e propri, quelli che si fanno di notte, sono desideri? No!

Per inciso, chi non vorrebbe stare a Miami?!?

Si, potrete pensare "Ma se lo sogni, vuol dire che ci hai pensato e che vuoi quella cosa!". No!
Il sogno è una rielaborazione di ciò che si osserva, pensa, nota, sente, eccetera... anche inconsciamente! Provate a sussurrare, senza quasi farvi sentire, ad un amico una cosa che lui odia... tipo "Sesso con Platinette!" (se trovate uno a cui piace sta cosa, cambiate oggetto del sesso...).

Orgasmo Volto di piacere di Platinette?

Se sarete bravi, se riuscirete a sussurrarglielo alle orecchie varie volte, senza farvi veramente capire, lui la notte avrà un'ampia probabilità di sognare di fare sesso con Platinette! E questo vorrà dire che lui desidera fare sesso con Platinette?! No! (tranne nel caso in cui a lui possa piacere questa cosa, ma vi ho detto di usare un altra persona... non mi state mai a sentire!!)

Detto questo, quanti di voi, però, pur sapendo questa cosa, si sono fatti condizionare sai sogni?! Tutti... o quasi! Perché se uno si sogna Platinette e poi si fa condizionare da questa cosa, è fortemente malato... uno a cui la cosa non piace, intendo!
Esempio, quante volte vi è capitato di sognare la vostra partner che vi tradisce?! Ehi, no... non contate... non mi serve il numero esatto... bastava un "tanto"! E cosa vuol dire?! Che vi tradisce?! Ovviamente no... oddio, potrebbe anche darsi, ma non è di un sogno che vi dovete fidare, ma dell'agente privato che avete assoldato pagandolo 3.000,00 euri!!
Perché avete sognato tale cosa? Probabilmente si è un tipo geloso, oppure si ha un amico a cui piace fare battutine allusive alle corna (bastardo...), oppure si è in crisi con il partner e si ha paura semplicemente di perderla, oppure il referto dell'agente privato assoldato e pagato 3.000,00 euri era pieno di foto osè con il tuo partner e l'amante... ok, l'ultimo esempio cancellatelo! Meglio! Se fate parte dell'ultimo esempio, conosco parecchie armerie!!!
In pratica, venite suggestionati incosciamente da ciò in qualsiasi modo... e lo sognate. E cosa fate quando sognate una cosa del genere? Ci sono 4 fasi.
La prima fase è quella di rilassamento: "Ah, era solo un sogno!"
La seconda fase è quella del dubbio: "Ma se fosse vero? Le cose coincidono!"
La terza fase è quella del rigetto: "Ma dai, che problemi mi faccio?! Era solo un sogno!!!"
La quarta dipende da che tipi siete... Potrebbe essere una fase investigativa che porta a pedinare e spiare il partner, o leggerne gli sms, eccetera("Ora assoldo un agente privato e lo pago 3.000,00 euri e vedo... tanto ho tanti amici che l'hanno fatto!!!"); una fase "incazzosa" che porterà a fare cose di cui ci si pentirà amaramente, nel momento in cui ci tornerà il senno ("TU MI TRADISCIII!!! NON NEGARE, LO SO!!! L'HO SOGNATO!"); una fase esplorativa, simile all'investigativa, ma senza aspettative ("Ma tu, mi tradiresti mai?"... che poi, che risposta vi aspettate!); una fase rinnegativa, quella migliore, perché vi renderete che era solo uno sogno e vaffancu.... ("No, ma nel sogno c'erano troppe cose che non sono reali! Si capisce!").

E il fatto del partner che ti tradisce è comparabile con un amico che ti delude, il capo che ti licenzia, la scuola o l'esame che va male, il sesso con platinette...
Ogni sogno, per quanto rimanga solo un sogno, ti porterà a cambiare alcuni tuoi comportamenti o pensieri. E spesso, porterà all'agente privato a guadagnare 3.000,00 euri... ehi, quasi quasi lascio tutto e facco l'agente privato!!!

...so 3.000,00 euri!!!

martedì 15 marzo 2011

Saggezza sperduta

Ultimamtente mi guardo intorno e ho notato una cosa! Prima l'età era sinonimo di esperienza, di saggezza. Era...
Si, uso il passato apposta, perché ora come ora, sembra che la saggezza non è più una prerogativa degli anziani, ma solo un pregio di pochi.
Lo noti quando vedi mariti 40enni che lasciano moglie e due figli per un'altra 30enne, sposata con figlio.
Lo noti quando senti parlare di uomini adulti che si sentono oppressi dalle mogli e le lasciano, senza nemmeno provare a superare insieme il problema.
Lo noti quando senti persone 50enni fare discorsi che te nemmeno quando avevi 14 anni avresti fatto.
Lo noti nel vedere su internet donne 40enni impazzire dietro a un attore ventenne o farsi tatuaggi sul corpo di un romanzo per 15enni (se non ci credete, vi metto la foto).

Insomma, mi ritrovo a notare che la saggezza è stata persa.
La cerchi negli anziani, ma molti di questi sono più preoccupati alla sopravvivenza e a far valere la propria anzianità, invece che preoccuparsi del futuro dei propri figli e nipoti.
La cerchi negli adulti, ma poi li vedi fare dei capricci che nemmeno un 20enne, a discapito, spesso, dei propri figli.
La cerchi nei ragazzi... oh mio Dio, uno che si taglia e ti "lovva", non è veramente un saggio, ma nemmeno chi "vive la vita tunztunz" è un saggio. Tuttalpiù cretini.


Allora dov'è la saggezza?! In pochi eletti. Ho trovato tanti saggi dalle età più disparate. Saggi 60enni come saggi che nemmeno raggiungono i 40.
La saggezza è data dall'esperienza, non dall'età. Perché c'è chi vive 20 anni ricchi di esperienze, e chi ne vive 80 chiuso nella propria bolla mentale.
Io non mi sento saggio, ma c'è chi sta peggio di me... e ne sono consapevole.

lunedì 14 marzo 2011

Tempo.......

Il tempo!
Raggruppato dall'uomo in anni, mesi, giorni, ore, eccetera, nemmeno perfettamente, visto il bisogno dell'Anno Bisestile, il tempo è una forza invisibile ed incontrastabile. Il tempo va avanti, senza freni. Sembra correre o fermarsi, ma, in realtà, continua inesorabile il suo cammino.

Il tempo è nemico e amico.
Il tempo sembra non bastare mai. Chi non ha mai pensato "Ci vorrebbero giornate da 30 ore!" o "Non ho mai il tempo di fare tutto quello che vorrei!". Il tempo è limitato per ogni cosa. Ogni giorno, ha un numero limitato di ore, ogni anno ha un numero limitato di giorni, ogni vita ha un numero limitato di anni.
Ma spesso sono solo scuse... Perché il tempo lo si trova! E' anche facile da trovare (è tutto intorno a noi). Con un po' di buona volontà ed organizzazione, c'è tempo per tutto.

Il tempo è guaritore.
Sembra una frase inflazionata: "Solo il tempo guarisce le ferite!". Ma in questa frase c'è una delle più grande verità di tutti i tempi. Le ferite fisiche e, soprattutto, emotive, guariscono solo col tempo. Bisogna prendersi il proprio tempo. Anche se c'è gente che velocizza questo processo. E fa male.
Una delusione, una storia andata male, un brutto colpo, una perdita... tutto guarisce col tempo. Più o meno tempo. Possono volerci giorni, settimane, o mesi, ma passerà. Non bisogna avere fretta. Anzi, bisogna aggrapparsi al tempo per non deprimersi. Perché se ti convinci che solo il tempo ti darà sollievo e risposte, guarderai lo scorrere del tempo con l'attesa di sapere e non con la rassegnazione.

Io mi ci aggrappo da tutta una vita. Tante sono le cose brutte che mi succedono attorno. Ma ogni volta, so che il tempo mi sarà vicino. Facendo pian piano passare tutte le ferite. E ogni volta, il tempo ci sarà, come un amico fidato. Mi chiuderà le ferite e mi darà occasioni e risposte, chiarimenti ed opportunità.
Perché solo chi crede nel tempo, saprà leggerne la trama.