Caro me piccolo,
questi giorni di grande confusione, mi hanno fatto ripensare a te! A quando sognavi il tuo futuro, a quando le uniche cose a cui pensavi erano divertirti... e la scuola! Già, la scuola! Quelle 4 mura opprimenti che ti rinchiudevano ogni mattina, obbligandoti a svegliarti presto. Mura che non vedevi l'ora di abbandonare, ma che ora io vorrei tanto ritrovare! La scuola era il nostro lavoro: la mattina, inchiodati a quel banco, mentre il pomeriggio a svolgere i compiti assegnatoci. Non era il massimo della vita, ma durante la ricreazione, si giocava.. e a casa, finiti i compiti, si aveva la giornata libera!
E' vero, non avevi le libertà che ho ora io! Niente macchina per andare dove vuoi, niente scelte su cosa fare e cosa vestire, niente programmi per le serate! Avevi i tuoi genitori che pensavano a te, a portarti in giro, a sceglierti i vestiti, a programmare le tue serate (prevalentemente a casa, con ogni tanto qualche uscita di famiglia)! Le tue libertà, però, erano quelle di divertirti senza pensieri! E' vero, non avevi scelte, ma nemmeno responsabilità... e non è forse questa la migliore delle libertà? Niente benzina da pagare, niente futuro da crearti, niente pesi sulle spalle. Tasse, bolli, niente di niente!
E l'amore? Forse non conoscevi l'amore come lo conosco ora io. Ma te conoscevi un amore diverso, un amore giovane, infantile. Ricordi quell'amichetta che ti piaceva? Quella con cui parlavi di videogiochi, col quale alle volte giocavi... Ti piaceva e ti imbarazzavi stando con lei. Ti piaceva la sua presenza, la trovavi carina e ci giocavi volentieri. Quando stavi con lei, ti sussultava il cuore. Ma era una bambina e te un bambino. Niente cuori spezzati, niente delusioni. Forse non provava le stesse cose che provavi te, ma il tuo era un amore incondizionato. Non pensavi a lei egoisticamente. La idolatravi, idealizzavi. E sognavi di stare con lei. Mentre ora, ogni scelta e ogni amore provoca delusione e/o confusione.
Insomma, eri meno consapevole del mondo che ci circonda. Eri libero di fare le tue scelte. Ma eri più innocente. Un innocenza che questo mondo ti strappa con ferocia mentre cresci. E ti accorgi di averla persa, quando è ormai troppo tardi.
Forse un giorni, caro me piccolo, ci ricontreremo, come dice quella bella canzone di Baglioni. E quando ci rincontreremo, non sarò io ad insegnarti della vita, ma lo farai te.
Un saluto, te grande!

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